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Rifarsi il seno: il parere del chirurgo Marco Castelli

Una cosa è certa: l’operazione per rifarsi il seno è l’intervento più richiesto dalle donne e più “chiacchierato” nel mondo del gossip. Ma quanto è bello poter sfoggiare un bel decolleté e relazionarsi nel mondo sociale senza il cruccio di un seno troppo piccolo o asimmetrico? Un bel seno è il desiderio di tantissime donne, perché un seno simmetrico e sodo regala l’effetto di un corpo rassodato e l’emozione di potersi specchiare e piacersi con una nuova immagine.

Il desiderio di un nuovo seno nasce spesso dopo una gravidanza e – in particolare – dopo i periodi di allattamento: dinamiche e situazioni che rilassano i tessuti. Proprio come l’avanzare dell’età.

Da non sottovalutare, come motivazione, anche la problematica legata alle mammelle di diverso volume (e attenzione che questo è un caso piuttosto frequente). In ultimo, dobbiamo annoverare - tra le motivazioni che spingono le donne a scegliere di rifarsi il seno – anche operazioni dovute alla presenza di carcinomi o altre malattie gravi, che – inevitabilmente – nei casi più gravi comportano la rimozione della mammella stessa.

In altri casi, invece, si desidera semplicemente un corpo più bello e vigoroso, per contrastare l’avanzare dell’età o semplicemente un rilassamento naturale dei tessuti dovuti a stress e attività lavorative.

Insomma, sono tanti e variegati i motivi che spingono una persona all’intervento di mastoplastica: dall’aspetto psicologico al vezzo estetico. Una motivazione che anche il chirurgo deve conoscere in modo approfondito, in modo da potersi rapportare con la paziente nel migliore dei modi e comprendere le motivazioni che spingono la persona ad affrontare questo tipo di intervento. Da questo e da un’analisi clinica dettagliata, il chirurgo potrà valutare con attenzione e precisione la soluzione chirurgica ideale per la paziente.
“L’intervento di mastoplastica additiva – fa sapere il dottor Marco Castelli, chirurgo estetico specializzato che opera sia in Italia che all’estero - consiste nell’aumento del volume del seno attraverso l’inserimento di una coppia di protesi al silicone, grazie alla creazione di una “tasca” ricavata nelle mammelle. Il chirurgo ha a disposizione tre tipologie di inserimento delle protesi: una dietro la ghiandola mammari, oppure sotto al muscolo pettorale, in alternativa alle prime due tecniche può scegliere di inserirla sotto il pettorale nella parte superiore e sotto la ghiandola in quella inferiore (tecnica dual plan). Il chirurgo specialista dovrà poi decidere dove apportare l’incisione, in modo tale che la cicatrice si possa mimetizzare in seguito. Questo piccolo taglio potrà essere sotto le mammelle, in modo da essere poco visibile, oppure intorno all’areola, dove la cicatrice si mimetizza abbastanza bene, purché la protesi non sia troppo voluminosa e l’areola troppo piccola. Infine, è possibile operare anche praticando una microincisione ascellare, tecnica che però si addice in caso di protesi piccole, anche perché si perfeziona con la tecnica dell’endoscopia”.

Da un punto di vista pratico, il tutto viene fatto in day hospital o al massimo con una notte di degenza in ospedale, per controllare meglio e da vicino nella struttura il decorso post operatorio della paziente ed effettuare le necessarie medicazioni. Per il ritorno alla normalità e alla vita quotidiana saranno necessari circa 7-10 giorni, mentre dopo 15 giorni circa si potranno muovere normalmente le braccia e guidare, evitando però manovre brusche e colpi. Per l’attività sportiva ci vorranno circa 6 settimane, ma questo lo indicherà il professionista chirurgo durante i controlli.

“Ciò che è importante – commenta il dottor Castelli – è rivolgersi ad un professionista del settore e accertarsi che faccia un’indagine approfondita sulle condizioni cliniche della paziente e sulle motivazioni che la spingono a desiderare un intervento estetico”.


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  • Durata intervento: Da 1 a 2 ore
  • Anestesia: Anestesia generale
  • Controlli: 24 ore 7 giorni dopo
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