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La dismorfia da Snapchat: cos’è e perché sta spopolando

Ecco sbarcare anche in Italia la nuova moda dei maniaci dei social network, in particolare Facebook, Instagram e Snapchat, che oggi consentono di modificare e migliorare le immagini grazie ai loro programmi dotati di filtri, creati appositamente per modificare le foto e in grado di trasformare i lineamenti e le forme delle persone. È da qui che parte la nuova moda denominata “dismorfia da snapchat”, un fenomeno che sta coinvolgendo in maniera sempre più frequente non solo i giovani, che ne sono protagonisti, ma anche i medici chirurghi specializzati. Ma in che modo vengono coinvolti i professionisti della bellezza e della perfezione del corpo?

Inizialmente, i pazienti si recavano dai chirurghi per un consulto, muniti di foto e immagini dei vari divi dello show business, con le foto di Angelina Jolie o Jennifer Lopez, Chiara Ferragni o della starlette del momento, al fine di potergli somigliare il più possibile. Che c’è chiedeva di avere il volto come Angelina Jolie, chi optava per il lato B di Jennifer Lopez. Oggi, invece, la maggior parte di coloro che si rivolgono al chirurgo chiede interventi e correzioni di tipo chirurgico affinché il risultato finale – in particolare al volto e al seno – appaia identico a quello ritoccato sulle foto, grazie ai filtri oggi disponibili via smartphone.
Oggi, invece, si cambia moda e soprattutto riferimento: e allora via libera ai selfie - e successive applicazioni - che consentono dopo lo scatto fotografico e prima della pubblicazione sui social network di migliorare, cambiare ed evidenziare le proprie forme, lo sguardo, la forma del viso o l’aumento della misura e del volume del seno. In breve, il ritocco avviene prima sulle immagini condivise via social, grazie ai filtri delle applicazioni, e poi nella realtà, con l’aiuto del chirurgo estetico.

Ma questo fenomeno non sembra arrestarsi e, anzi, pare stia sfuggendo di mano. Uno studio dell'American Journal of Preventive Medicine ha evidenziato come certi stati di ansia e depressione siano direttamente correlati alla mania - tra le persone - di farsi i selfie e pubblicarli con i ritocchi necessari per apparire con forme perfette e sorrisi smaglianti e reggere così il confronto con le foto pubblicate dagli altri utenti. Insomma, queste APP permettono di eliminare ogni tipo di imperfezione dell’utente (qualora ci siano realmente dei difetti fisici) che - a quel punto - vedendosi perfetto e in linea con le proprie aspettative - non fa altro che convincersi che si può essere più belle/i andando dal chirurgo estetico. Avviene così che centinaia e centinaia di giovani si recano dallo specialista per cambiare le proprie forme e ritoccare l’aspetto per apparire al meglio nelle foto condivise sui social.

Una delle applicazioni più diffuse ed usate dopo un selfie è Facetune, che si definisce "veloce, potente e più economica del botox". In pochi minuti permette alle persone che lo desiderano di utilizzare i filtri per ritoccare i propri lineamenti, sbiancare i denti, modificare e migliorare la propria silhouette. Secondo una recente ricerca del Cnr, l’Italia risulta essere al secondo posto di una ipotetica classifica dei Paesi in cui si fanno più selfie - e relativi autoritratti digitali - per poi condividerli sui vari social network.

Ma cosa ritoccano le persone? E quali interventi di chirurgia plastica chiedono per migliorare il proprio aspetto? Le richieste sono abbastanza standardizzate e ricorrenti, come ad esempio l'aumento di taglia del seno (mastoplastica additiva) che tra le donne rimane un desiderio abbastanza diffuso. Anche la rinoplastica è molto richiesta da coloro che desiderano avere un naso perfetto e senza “gobbette” o deviazioni; da ricordare anche la classica liposuzione sui fianchi o sulle cosce, ma sono frequenti anche gli interventi di blefaroplastica, per rimanere in tema di selfie, e quelli per rifarsi le labbra in modo permanente, ritocco che rimane ambito da tante donne con le idee chiare sul proprio viso e che, soprattutto, non vogliono perdere tempo e denaro in continui ritocchi periodici.

Insomma, si va dal chirurgo plastico con le idee chiare, ma – naturalmente – sta sempre al professionista far capire cosa è bene o no fare, consigliare come intervenire e quando. Un consulto dell’esperto è sempre fondamentale per indirizzare al meglio il paziente.


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