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I danni dei prezzi al ribasso nella chirurgia estetica letali come i finti specialisti

È sempre più boom, in Italia, per il settore della chirurgia estetica e questo viene ulteriormente confermato dai dati ufficiali dell’Associazione Internazionale di Chirurgia Plastica ed Estetica, che certifica il trend in crescita del 4% del nostro paese. L’Italia si conferma così al 5° posto nel mondo tra i Paesi con il numero più alto di interventi di chirurgia plastica estetica, appena dopo Usa, Brasile, Giappone e Messico. Si pensi che - sempre secondo i dati ufficiali - in Italia siamo arrivati a 54.045 interventi di mastoplastica additiva, 45.270 blefaroplastiche estetiche e 26.880 rinoplastiche all’anno. Ma tutto questo, inevitabilmente, porta con sé problematiche relative alle offerte sempre più al ribasso: troppo spesso i pazienti si imbattono in pseudo specialisti che - pur di lavorare - offrono interventi low cost e di bassa o bassissima qualità e tecnica.

Il risultato è allora scontato: nasi di pseudo rinoplastica in realtà “rovinati e con la punta pinzata”, interventi di blefaroplastica con gli occhi che rimangono aperti per la troppa pelle tolta (e ne vediamo una conseguenza in tv da una giornalista che evidentemente si è affidata ad un falso specialista), interventi errati di mastoplastica additiva, dove i seni sono a dir poco asimmetrici, alla vista innaturali e chiaramente sbagliati per la misura eccessiva. E che dire degli interventi estetici con le rinomate “punturine” dove al falso specialista è sfuggita la quantità di botulismo?

Ecco che interventi spesso semplici e di routine per un vero chirurgo estetico rischiano di rovinare la parte del corpo interessata, a causa dell’incapacità e improvvisazione di medici senza scrupoli e specializzazione. Questo ovviamente inficia poi sul lavoro di tutti, anche sulla reputazione dei medici veri e professionali.

Del resto, se oramai si sentono professionisti estetici anche quei medici che fanno tutt’altro, come ad esempio dentisti, medici generici, oculisti e via dicendo, possiamo capire come il settore rischia poi di implodere. Con il risultato che i medici passano tutti per truffatori e incapaci e successivamente i veri professionisti dovranno rimettere “mano” ai danni causati dagli incompetenti “low cost”, che non provocano altro che danni fisici e morali anche sotto il profilo psicologico.

Si pensi che, secondo le stime recenti, circa il 36 % dei pazienti che si sottopone ad un intervento correttivo per rifarsi il seno con la mastoplastica additiva deve poi intervenire nuovamente in qualche modo ciò che è stato fatto, mentre un 20% di rinoplastiche non hanno successo dal primo intervento e devono successivamente correggere i danni causati dal falso specialista. Potremmo continuare con il dato della blefaroplastica estetica per le palpebre, dove la percentuale degli insuccessi del primo intervento sfiora il 30%. E così i veri professionisti si vedono piombare pazienti delusi ed irritati da interventi fatti precedentemente, per un buon 50% dei casi. E questo è un dato allarmante. Pazienti in evidente stato di disagio psicologico, che girano per le varie città alla ricerca di un chirurgo “vero”, che sia in grado di riparare agli errori di altri a cui si erano affidati per il prezzo basso.

Ma allora che fare? Innanzitutto è fondamentale diffidare dei “finti” chirurghi specialisti e dei prezzi pubblicizzati e proposti come “low cost” e ricordare che non serve andare all’estero, specie nei Paesi dell’Est Europa, dove i prezzi sono bassissimi, ma i risultati troppo spesso disastrosi, per la mancanza di specializzazione e professionalità. Inoltre, occorre ricordare che i medici Italiani hanno una formazione dura ed adeguata, almeno quelli “veri”, con continui corsi di aggiornamento. E non bisogna vergognarsi nel chiedere in sede di primo incontro con il medico il tipo di specializzazione, i diplomi vari che ha ottenuto, il numero “reale” degli interventi effettuati, la struttura dove opera, gli strumenti utilizzati e il personale presente in sala operatoria il giorno dell’intervento.

Infine, ricordate che nel tempo di una pausa pranzo è impossibile poter fare un intervento di chirurgia estetica o plastica.
Pertanto, in questi casi, diffidate!


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