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Cosa chiedere al chirurgo plastico: 5 domande da fare

Quella di rivolgersi a un chirurgo estetico e plastico è una decisione importante, che a volte potrebbe risultare difficile. Dal momento in cui si desidera sottoporsi ad un’operazione di chirurgia estetica all’istante in cui si varca la porta dello studio dello specialista, sono davvero tante le domande che si affastellano nella testa delle pazienti. Ma quali sono le domande che attanagliano maggiormente i pazienti durante i giorni che precedono l’incontro con il medico? Dopo aver conosciuto il professionista, si rimane completamente soddisfatti delle risposte ai propri dubbi?

In realtà non sempre. Proprio per questa ragione – con l’aiuto del dottor Marco Castelli chirurgo estetico che opera in diversi istituti sia italiani che internazionali - abbiamo stilato una “piccola guida” per fornire un aiuto concreto a chi decide di sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica. Indipendentemente dal tipo di intervento che si sceglie – che sia una mastoplastica additiva, una operazione per rifarsi il seno senza protesi o una rinoplastica, un intervento per ingrandire le labbra o una liposuzione - queste semplici domande possono fornire un aiuto semplice, ma concreto, nel momento dell’incontro conoscitivo con il medico, anche per capire cosa ci si deve aspettare dopo l’intervento ed evitare così risultati inaspettati e “sorprese” non calcolate. E’ bene essere informati in anticipo del risultato finale che si otterrà dall’intervento: oramai ci sono tecnologie in grado di far vedere il risultato dopo l’intervento, che riproducono il corpo del paziente e la parte interessata in forma tridimensionale. E sarà fondamentale chiarire al professionista cosa ci si aspetta dopo l’operazione di correzione chirurgica, in modo da evitare delusioni rispetto alle attese iniziali. Chiarito questo, poniamo quindi le domande fondamentali che poi sarà utile riproporre al chirurgo.

1) Il chirurgo deve solo ascoltare i desideri del paziente, oppure deve capire e valutare la fattibilità dell’intervento rispetto le attese? E se vengono evidenziati altri difetti è bene comunicarli alla persona?
“L’ascolto è importante senza dubbio e sarà bene sviscerare tutti gli aspetti parlando e analizzando la situazione insieme, anche attraverso una mini seduta psicologica per capire quali sono le reali richieste del paziente. Poi, ovviamente, sarà bene affrontare da subito il capitolo dei costi da affrontare per l’operazione richiesta, i denari necessari per tutti i passaggi pre e post intervento, compreso l’eventuale ricovero, se previsto, e dello staff del chirurgo”.

2) Il medico specialista deve fare tutto ciò che la paziente richiede senza farsi troppe domande pur di raggiungere il fatturato?
“La risposta è perentoria – fa sapere il dottor castelli – in questo caso il no è tassativo, in quanto - con il giuramento di Ippocrate - un medico giura sulla Sua professionalità e sul fatto che i soldi non sono l’obiettivo finale del proprio intervento. Un buon chirurgo non deve andare contro l'armonia e la naturalezza del corpo del paziente per mero denaro, il suo è un lavoro molto delicato e importante, che può incidere profondamente sulla psicologia della persona trattata, anche se – come sappiamo - purtroppo esistono medici senza scrupoli, che sono “accondiscendenti” e intervengono spesso senza motivi validi”.

3) È utile sapere e conoscere chi sia il chirurgo e se è davvero specializzato?
“Purtroppo la legislazione italiana non prevede una specifica laurea in Chirurgia Plastica, ma viene richiesta una specializzazione in Chirurgia Plastica, Estetica e Ricostruttiva della durata di 5 anni, con esame finale e relativo attestato. Una domanda da fare al medico è quella di visionare l’attestato per verificarne la specializzazione e la competenza come “Chirurgo plastico”, “Chirurgo estetico” e poter operare come “Specialista” nella disciplina.

4) Domandare sempre in quale struttura o clinica avviene l’intervento richiesto
“Sapere in quale struttura viene effettuato l’intervento è utile per capire se la clinica è adeguatamente attrezzata per poter affrontare eventuali casi di emergenza durante l’intervento, per conoscere lo staff che accompagna lo specialista, l’anestesista, valutare l’attrezzatura, la pulizia dei luoghi, che devono essere sempre conformi alle regole sanitarie. I luoghi riconosciuti dove può avvenire un intervento di chirurgia estetica sono esclusivamente sale operatorie in strutture ospedaliere o cliniche accreditate.

5) Cosa fare dopo l’intervento chirurgico? E che cicatrici rimarranno visibili dopo l’operazione?
“Suggeriamo di chiedere in anticipo – quindi prima dell’intervento chirurgico - tutte le indicazioni e i consigli post intervento, le tempistiche per un ritorno alla vista normale, la lunghezza del decorso e le indicazioni sulle abitudini da seguire, come - ad esempio - smettere di fumare per non rallentare il processo di guarigione, non fare immediatamente attività sportiva e non affaticarsi subito dopo l’intervento. Occorre, inoltre, rispettare la terapia farmacologica e indossare indumenti specifici (secondo consiglio del medico) come ad esempio le bende contenitive. Ovviamente le tempistiche in alcuni interventi possono essere anche diverse in base al proprio corpo, ma è bene conoscere tutto. Dopo ogni intervento chirurgico è ragionevole aspettarsi di avere una piccola cicatrice lungo la parte trattata, starà al medico poterla posizionare in modo nascosto o riassorbibile dalla pelle, secondo la parte trattata; consigliamo quindi di domandare senza esitazioni quale sarà la tecnica chirurgica utilizzata, perché da questa dipenderanno le cicatrici. Sottoporsi a un intervento di chirurgia estetica determina inevitabilmente una cicatrice, che può essere più o meno piccola; in ogni caso rimarrà un minimo di traccia. Fortunatamente, le tecniche all’avanguardia in chirurgia estetica e plastica consentono di minimizzarne l’entità e la visibilità nascondendo le cicatrici tra le naturali pieghe della cute. Ancora una volta, raccomandiamo ai pazienti di rivolgere apertamente al chirurgo tutte le domande che passano per la mente, senza timore o scrupolo di offesa, perché solo ascoltando le sue risposte si può decidere in serenità se effettuare l’intervento o meno e prendere la decisione migliore”.


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