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La chirurgia estetica nei mesi invernali: le raccomandazioni fondamentali da seguire

Una delle domande più frequenti che i pazienti rivolgono al chirurgo estetico suona sempre più o meno così: “ma qual è il periodo migliore per sottoporsi all’operazione per…”? E la pronta risposta del professionista è inevitabilmente sempre la stessa: “in inverno”!

È proprio qui il succo di tutto il discorso. Sebbene non esista una specifica e precisa preferenza stagionale, specie per determinati interventi, c’è sicuramente una discriminante legata soprattutto alla presenza (e quindi alla pericolosità) dei raggi solari diretti e al caldo. Prima di tutto, però, bisogna specificare di quale tipo di intervento si parla e valutare l’obiettivo del paziente; proprio per questo motivo è fondamentale il consulto pre-intervento con il chirurgo e una continua e attenta analisi del proprio corpo, della propria pelle e dei pro e contro. Sottolineiamo - ancora una volta - che è indispensabile seguire le indicazioni del professionista prima e dopo qualsiasi tipo di intervento, di qualsiasi natura esso sia.

Secondo quanto riferisce il dott. Marco Castelli, chirurgo plastico estetico esperto a livello internazionale, Certamente i raggi solari diretti ai quali ci esponiamo in spiaggia d’estate non sono indicati per le cicatrici o il riassorbimento degli edemi che inevitabilmente si evidenziano a seguito di un intervento chirurgico e naturalmente se l’obiettivo dell’operazione è sentirsi a proprio agio con il proprio corpo nella stagione balneare ed estiva, ovvero quando ci si “alleggerisce” con l’abbigliamento e il proprio corpo viene maggiormente esibito, allora - senza ombra di dubbio - il periodo invernale è il momento migliore per sottoporsi a qualche “aggiustamento” e “ritocchino”. Senza dimenticare naturalmente che le temperature più fredde dell’inverno favoriscono un rapido ripristino della circolazione sanguigna. Inoltre, è da tenere presente che - per avere dei risultati soddisfacenti - bisogna aspettare almeno 2 mesi, in alcuni casi anche di più.

Addominoplastica, blefaroplastica, rinoplastica, otoplastica, lifting alle cosce o alle braccia, mastoplastica additiva o riduttiva del seno o mastopessi, liposuzione e liposcultura che consistono nell’asportazione di parti composite adiposo-epidermiche, se eseguite nel periodo invernale, daranno un buon risultato anche per quanto riguarda le micro-cicatrici, che spariranno già in estate.

Ma vediamo nello specifico alcuni esempi pratici. Nel caso si scelga un intervento di liposuzione, si prevede un post operazione con delle bende elastiche e compressive da indossare per almeno 15 giorni, quindi è importante sottoporsi all’operazione in inverno, poiché – in caso contrario - si potrebbe soffrire molto il caldo; le alte temperature potrebbero far aumentare il gonfiore alle gambe e rallentare la circolazione. In caso di rinoplastica in effetti ci si può sottoporre all’intervento in ogni periodo dell’anno, tranne per il fatto che se si soffre di allergie è sempre meglio evitare la primavera e l’estate per la presenza nell’aria di pollini che potrebbero causare rinite allergica e fastidi al naso subito dopo l’operazione. Anche la mastoplastica additiva prevede, come la liposuzione, l’utilizzo di una guaina e l’impossibilità di esporsi al sole per qualche tempo dopo l’intervento, soprattutto per non rendere visibili le cicatrici. In caso di intervento di lifting è consigliabile non esporsi al sole per un po’, soprattutto per non rendere evidenti le cicatrici e per non accelerare il processo d’invecchiamento della cute.

Da tenere conto anche che una eventuale convalescenza (che in alcuni casi è inevitabile) durante un periodo fresco, come quello invernale o autunnale, è sicuramente più “piacevole” che in un periodo caldo e afoso, dove la sudorazione gioca un ruolo importante, specie in zone di contatto tra due parti in cui si suda facilmente, come - ad esempio - le cosce o la pelle sotto il seno. Pensiamo poi a quelle operazioni che richiedono d’indossare bendaggi, calze e corpetti nel periodo post-operatorio, e in questo caso sarebbe piuttosto “fastidioso” e proibitivo portare delle calze pesanti in una stagione eccessivamente calda. Il sole, infatti, può causare ipertrofia cicatriziale. Per questo motivo è il caso di non esporre ai raggi solari le cicatrici prima di 6 mesi dall’intervento, mentre dopo i 6 mesi è consigliabile proteggersi con creme con fattore 50 o totali.


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