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Boom di chirurgia estetica legata alla discriminazione per età

Non è un caso che i trattamenti estetici e chirurgici - in primis i filler di botulino e il lifting chirurgico al viso - siano aumentati di oltre l'800% dal 2000 ad oggi. Secondo gli ultimi dati raccolti e uno studio ad hoc condotto negli Stati Uniti, il boom della chirurgia estetica è alimentato dalla discriminazione dettata dall'età. A riferirlo è un approfondimento della celebre rivista americana Forbes, che evidenzia la stretta connessione tra l'avanzare dell'età, la discriminazione sociale e sul posto di lavoro e l'incremento progressivo degli interventi di chirurgia e medicina estetica.

Lo studio, pubblicato a luglio scorso sull'Aesthetic Surgery Journal, ha dichiarato che una percentuale importanti di pazienti che hanno deciso di affidarsi al chirurgo estetico per ritocchini e interventi di vario tipo lo hanno fatto principalmente per ridurre i segni dell'invecchiamento a causa della discriminazione basata sull'età o per il timore di essere poter discriminati per l'età.

In sostanza, lo studio americano ha cercato - per la prima volta in assoluto - di quantificare e identificare in modo nitido il fenomeno della discriminazione basata sull'età tra i pazienti che ricorrono alle procedure cosmetiche.

I ricercatori hanno esaminato 50 pazienti di una clinica di chirurgia plastica dell'Università della Pennsylvania per un periodo di circa un anno. Dall'analisi è emerso che le donne presenti avevano un'età media di 49,4 anni e due terzi di queste erano lì per ricevere trattamenti anti-invecchiamento, inclusi filler. Ma non è tutto, perché oltre il 30% dei partecipanti al sondaggio ha dichiarato di aver subito discriminazioni basate sull'età. Le pazienti coinvolte - in base ad un'autovalutazione - hanno fatto emergere una bassa autostima e la presenza di una crescente discriminazione basata sull'età, che tende ad anticipare ogni anno di più.

Secondo lo studio americano riportato da Forbes, lo stress di sperimentare la discriminazione basata sull'età e il rifiuto sociale aumentano il rischio di disagio psicologico e possono causare problemi di salute anche fisica. E non è tutto, perché il 36% dei partecipanti che hanno subito discriminazioni legate all'età si sono sentiti esclusi da amici, familiari e colleghi e sono stati presi in giro o derisi facendo ipotesi negative sulla loro persona a causa dell'età.

In sostanza, l'obiettivo di chi ricorre alla chirurgia estetica è sembrare più giovani ed è dettato dal rifiuto di accettare il processo di invecchiamento, soprattutto a causa del contesto sociale. Ma non sempre l'obiettivo che si ottiene è quello sperato e a volte si viene derisi comunque proprio per il rifiuto ostinato di accettare la propria età.

"Per questo - fa sapere Marco Castelli, chirurgo estetico di fama internazionale - c'è la necessità di educare i pazienti, far capire loro ciò che è possibile e ciò che non lo è, insegnare loro cosa è opportuno fare e quello che invece è bene escludere".

La ragione è da ricercare naturalmente anche nei comportamenti delle aziende americane, che - in modo più o meno indiretto - fanno capire ai lavoratori di non essere ben accetti nel momento in cui varcano la soglia dei 50 anni di età. E questo vale sia per le donne che per gli uomini.

Secondo l'American Society of Plastic Surgeons, infatti, gli uomini rappresentano il 6% delle richieste di filler registrate nel 2017: un aumento del 347% dal 2000.

La discriminazione per motivi di età - e tutto quello che ne consegue nel mondo della chirurgia e della medicina estetica - sta diventando un vero e proprio fenomeno sociale in molti luoghi degli USA. Il rischio è che l'aspetto fisico diventi determinante a livello sociale e sul posto di lavoro. Per questo è opportuno che i chirurghi facciano la loro parte.


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