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Boom della mastoplastica additiva: i perché della crescente richiesta

Diamo subito un dato interessante in materia di chirurgia plastica: negli Stati Uniti, da dove arrivano tutti i nuovi trend in tema di chirurgia estetica, è la mastoplastica additiva a vincere al podio della classifica delle richieste dei pazienti, con un + 4% di interventi sullo scorso anno. La mastoplastica additiva – ovvero l’intervento che serve ad aumentare il volume del seno – è seguita dalla lipoaspirazione (+6%), dalla rinoplastica che occupa il terzo posto (+2%), dalla blefaroplastica (+2%) e in “chiusura” dal lifting del viso, che evidenzia un +4% rispetto all’anno precedente.

Ma anche noi in Italia – in tema di chirurgia estetica - non stiamo proprio a guardare i dati degli altri, anzi il mercato della chirurgia plastica è in netta ascesa e siamo nelle prime 6 posizioni mondiali in fatto di interventi, con più di un milione di operazioni di tipo estetico effettuati nel 2017. E anche da noi la medaglia d’oro è vinta dalla mastoplastica additiva (un po’ meno la riduttiva) anche se tallonata a breve distanza dalla richiesta di interventi di rinoplastica. E la curiosità è che le regioni in cui si eseguono il maggior numero di interventi di chirurgia plastica ed estetica sono la Lombardia e il Lazio.

Cerchiamo di chiarire allora cosa fa vincere la palma d’oro alla mastoplastica additiva, che – come anticipato sopra - altro non è che un intervento chirurgico volto ad aumentare il volume del seno. Un’operazione che oramai è considerata quasi di routine per gli specialisti in chirurgia plastica e che consiste nell’inserire nelle mammelle delle protesi molli, in prevalenza in gel di silicone o idrogel, grazie a delle piccolissime e spesso invisibili incisioni sotto il seno, da cui vengono introdotte le protesi in gel. Queste incisioni vengono effettuate appena sotto alla mammella, oppure sotto l’ascella o – in alternativa - lungo il perimetro dell’areola, proprio per non lasciare tracce dell’intervento troppo visibili. Ma esistono anche dei metodi per rifare il seno senza ricorrere all’uso di protesi.
Di contro, l’intervento di chirurgia estetica meno richiesto è la mastoplastica riduttiva, che ha come obiettivo per il paziente la riduzione del volume del seno ritenuto troppo grande o comunque sproporzionato rispetto al resto della figura della persona.

Ma attenzione! Ridurre il volume del seno non significa effettuare solo un intervento di tipo estetico, ma porre fine anche ad una serie di aspetti negativi strettamente legati con la salute della paziente. Tra questi c’è generalmente incurvamento della colonna vertebrale dovuta all’eccessivo peso del seno, ma anche delle spalle e – più in generale – un peggioramento del portamento e della postura, sia in piedi che da seduti.

Ma che cosa viene usato oggi esattamente per la creazione delle protesi?
Fino agli anni 80 venivano utilizzate protesi rotonde con silicone molto liquido, lisce e morbidissime. Anche se poi si è capito che nel tempo queste sacche tendevano ad indurirsi fino a deformarsi e provocare anche – in molti casi - fuoriuscita di liquido. Poi negli anni 90 hanno fatto il loro debutto le protesi anatomiche (quelle “a goccia” per intenderci), fino ad arrivare alle protesi ergonomiche oggi utilizzate con un gel dinamico, che cambia forma a seconda della posizione della persona, eretta o sdraiata.

L’intervento di mastopessi è uno dei più richiesti dalle donne che – per l’avanzare dell’età o a seguito della maternità - desiderano sollevare le mammelle a seguito della perdita di conicità. Per entrambi le situazioni ricordiamo che è fondamentale il dialogo con il chirurgo professionista, il quale - in sede di incontro conoscitivo - dovrà informare sui pro e contro di tale intervento, dovrà illustrare le tecniche usate, il materiale iniettato o la quantità tolta, e infine spiegare il post operazione che si aggira intorno alla settimana di riposo, senza alcuno sforzo in lavori manuali o sport. E proprio in tema di attività sportiva, questa si potrà ricominciare in forma molto leggera anche dopo un paio di settimane, ma per la piena attività fisica è bene che siano trascorsi almeno tre mesi dall’intervento.


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Mastoplastica additiva
  • Testimonianze: (11)
  • Durata intervento: Da 1 a 2 ore
  • Anestesia: Anestesia generale
  • Controlli: 24 ore 7 giorni dopo
  • Ritorno alle normali attività: 7-10 giorni
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