Rifarsi il seno: pro, contro, dolore e risposte utili

Stai valutando l’opportunità di rifarti il seno, ma vuoi approfondire l’argomento prima di prendere una decisione? Vuoi saperne di più prima di sottoporti ad un intervento di chirurgia estetica? Allora, sei nel posto giusto. Qui di seguito troverai alcune risposte alle domande più frequenti che le donne pongono al chirurgo estetico nel momento in cui decidono di affrontare un intervento di chirurgia plastica al seno.
Uno dei quesiti più diffusi è, naturalmente, quello legato alla sfera del dolore, perché è uno dei primi aspetti che si valuta quando si pensa ad una operazione.

Rifarsi il seno fa male?

Occorre sapere innanzi tutto che l’intervento ha una durata media di circa due ore e si svolge in anestesia generale, e pertanto risulta totalmente indolore. Quando la paziente arriva in clinica viene accompagnata in una stanza, dove incontrerà l’anestesista, che effettuerà una visita valutativa e consulterà l’esito degli esami di laboratorio e l’elettrocardiogramma. Terminati questa fase fondamentale per poter precedere ed effettuare l’intervento, la paziente viene trasferita in sala operatoria. Durante l’intervento il chirurgo asporterà uno scudo cutaneo in eccesso e riposizionerà i tessuti in modo da ricostruire il cono mammario e creare così la forma del seno desiderata, nel caso di una mastopessi. Conclusa l’operazione, si effettua un bendaggio e se - necessario – vengono inseriti dei drenaggi. Dopo 7-10 giorni è già possibile tornare a svolgere le normali attività quotidiane.

Qual è il periodo migliore per rifarsi il seno? Esiste un momento dell’anno più favorevole o meno indicato per rifarsi il seno?

Generalmente non ci sono particolari raccomandazioni in questo senso, perché per sottoporsi a qualunque intervento di chirurgia plastica al seno - ovvero mastopessi, mastoplastica additiva o mastoplastica riduttiva – è possibile scegliere un qualsiasi periodo dell’anno, considerato che i tempi di recupero post operatorio sono piuttosto ridotti. La stagione estiva non presenta particolari controindicazioni ma potrebbe richiedere degli accorgimenti maggiori nel periodo successivo all’intervento.
Naturalmente, la situazione e il decorso possono variare da caso a caso e da persona a persona; per stabilirlo con certezza è necessario sottoporsi ad una prima visita conoscitiva e valutativa con il chirurgo estetico, che in questo modo potrà dare un parere personalizzato e definitivo.

A quanti anni rifarsi il seno

Innanzi tutto, occorre sapere che, nel nostro Paese, una legge del luglio 2012 vieta di effettuare un intervento di chirurgia plastica al seno prima dei 18 anni di età.
La legge è stata varata con l’obiettivo di impedire a ragazze adolescenti di prendere decisioni avventate, delle quali potrebbero in seguito pentirsi.
In linea generale, comunque, è opportuno attendere i 20-22 anni prima di valutare la possibilità di intervenire chirurgicamente sul proprio seno, perché prima si è ancora nella fase di sviluppo psico-fisico e, pertanto, la conformazione del seno potrebbe ancora variare.

Cosa comporta rifarsi il seno: pro, contro e consigli utili

Indipendentemente dall’età e dalle motivazioni che portano alla decisione di sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica al seno, occorre sapere che l’operazione di mastoplastica additiva o riduttiva comporta un risultato definitivo e che – per quanto l’iter sia semplificato e indolore – è pur sempre un intervento chirurgico. Prima di decidere, quindi, è fondamentale valutare bene ciò che si desidera realmente.
Un altro aspetto da valutare sono, naturalmente, le cicatrici. Sebbene non pongano dei problemi estetici evidenti, perché i tagli vengono effettuate in zone non visibili, queste possono variare, a seconda del tipo di intervento specifico che viene effettuato e da altri fattori soggettivi. I segni lasciati dall’operazione, ad esempio, possono essere più evidenti nelle pazienti predisposte alla cicatrizzazione ipertrofica.
Per chiarire questi e altri aspetti, sarà necessario concordare un incontro conoscitivo e valutativo con il medico chirurgo di riferimento per poter chiarire tutti i dubbi e soprattutto poter avere un parere mirato e personalizzato.


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