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La salute che abbraccia la chirurgia estetica: la rimozione chirurgica dei nei

Alcune volte considerati segni di bellezza, rivelatori di tratti caratteriali, altre volte invece così grandi e sproporzionati da minare la nostra autostima. Stiamo parlando dei nei che, in un modo o nell’altro, catturano sempre la nostra attenzione.
Ai casi di rimozione a scopo preventivo, poiché i nei talvolta sono pericolosi per la nostra salute, al giorno d’oggi sono sempre più numerosi gli interventi effettuati per motivi meramente estetici. Quando il neo è grande, di un colore particolare o in una zona del corpo ben visibile all’occhio altrui, spesso nasce il desiderio di rimuoverlo e di ricorrere quindi ad interventi chirurgici.
É utile fare chiarezza sulle varie metodologie e sui risultati ottenibili al fine di non prendere decisioni sbagliate e potenzialmente pericolose.

Il primo passo, quello dal quale non si può assolutamente prescindere, è la visita dermatologica. Solo un dermatologo infatti è in grado di studiare la natura del neo, dirci se è operabile o no, e consigliarci l’intervento più adeguato alla sua asportazione. Ogni neo, per le sue caratteristiche e per la zona del corpo in cui si trova, deve essere rimosso con tecniche che molte volte non prevedono un’alternativa. I metodi sono essenzialmente due: la rimozione con il laser e la rimozione chirurgica. Molte volte sentiamo parlare del metodo laser che affascina il paziente per il suo carattere moderno e veloce. Quello che non sappiamo però è che non può essere effettuato se non si ha l’assoluta certezza riguardo la benignità del neo e se questo deve essere successivamente sottoposto ad esame istologico. L’asportazione con il laser segue pochi semplici passaggi: la preparazione del campo sterile, l’anestesia locale, e infine si procede all’eliminazione del neo con il calore del laser. La guarigione completa si ottiene dopo una o due settimane di attenta medicazione.

L’asportazione chirurgica, dopo i rituali di anestesia, sterilizzazione e isolamento della zona interessata, prevede l’incisione e l’asportazione di quel pezzetto di pelle dove sorge il neo, infine si procede con la sutura. Per la sutura vengono impiegati fili di diverso spessore e materiale in base alla zona del corpo dove si effettua l’intervento. La medicazione successiva all’operazione va da un minimo di una settimana ad un massimo di venti giorni, al suo termine verranno tolti i punti di sutura. Dopo l’asportazione chirurgica può essere effettuato l’esame istologico.


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