Chirurgia estetica: Italia al 4° posto nel mondo e qualità top

Il nostro Paese è ormai da qualche anno sotto i riflettori per uno dei fenomeni curiosi del momento: nonostante la crisi economica generale - che da diverso tempo colpisce le fasce medio-basse della popolazione, il ricorso al ritocchino tende invece ad aumentare non solo tra i più agiati, ma anche tra gli italiani di fascia media.

A confermare questo incremento progressivo del ricorso alla chirurgia estetica nel nostro Paese è l’ultimo report Global Aestethic Survey 2016 realizzato dalla Isaps, associazione professionale internazionale dedicata proprio alla medicina estetica.

Secondo lo studio, infatti, l’Italia si trova oggi al quarto posto – tra tutti i Paesi del mondo - per volumi di spesa destinata ad interventi di chirurgia estetica; prima di noi solo Stati Uniti, Brasile e Giappone; dopo l’Italia troviamo, invece, il Messico.

Le cifre spese in questi cinque Paesi equivalgono alla metà della spesa complessiva sostenuta per le operazioni di chirurgia estetica. Nel corso del 2016, infatti, la spesa per trattamenti estetici, chirurgici e non, è cresciuta del 9%, con un incremento del 45% degli interventi intimi di labioplastica e del 22% delle operazioni dedicate al rimodellamento dei glutei.
Ma resiste, naturalmente, anche l’intervento per aumentare il volume del seno, quello di blefaroplastica e la liposuzione, ormai sempre più diffusa.

Ma vediamo con più attenzione i dati restituiti dal report annuale per capire meglio la situazione mondiale. Negli Stati Uniti, ad esempio, c’è un forte divario – molto più che in altri Paesi – tra la spesa sostenuta e il numero di persone che possono permettersi di ricorrere al ritocchino; in sostanza, la spesa complessiva sostenuta si aggira intorno ai 4,2 milioni di dollari, ma sono solo 13 persone su 1000 ricorrono di fatto al chirurgo estetico.

Se, infatti, analizziamo il numero di persone che rispetto alla popolazione nazionale ricorrono alla chirurgia per motivi estetici, scopriamo che al primo posto c’è la Corea del Sud, dove ben 20 persone su 1000 ricorrono al ritocchino. Segue Taiwan e Belgio, con una media di 17 persone su 1000, Libano e Italia, con una media di 16 su 1000.

In Paesi meno ricchi, come Colombia e Brasile, si registra una media di 12 interventi ogni 1000 abitanti, un numero da capogiro se consideriamo l’alto tasso di povertà in questi Paesi, dove la maggior parte delle persone non riesce ad accedere neanche ai beni essenziali.

Quello che si registra globalmente è un aumento sensibile in tutto il mondo, tanto che il valore complessivo del mercato mondiale della chirurgia estetica è salito oggi a 20 miliardi di dollari e tenderà a crescere ancora nei prossimi anni. Tutto questo ha generato, di conseguenza, anche un aumento del numero di chirurghi estetici che – approfittando di questa forte domanda – sono stati attirati proprio nei Paesi dove la richiesta è alta e dove – allo stesso tempo – ci sono dei vuoti legislativi.

Sempre secondo il report, l’Italia e la Francia – dal punto di vista della preparazione dei medici e degli standard di sicurezza e qualità - rappresentano modelli d’eccellenza in Europa, ma non è così dappertutto; occorre quindi intervenire in modo rapido, per poter evitare conseguenze drammatiche sui pazienti dei paesi dove il settore non ha ancora una regolamentazione rigida.


Archivio news >