La chirurgia estetica ai tempi del social network

Negli ultimi tempi, soprattutto negli Stati Uniti - Paese dal quale proviene la maggior parte dei trend e delle mode che poi si diffondono anche in Europa e, quindi anche in Italia - ha preso piede una nuova tendenza: pubblicizzare qualsiasi tipo di prodotto o servizio anche sui social network. Se questo non comporta particolari controindicazioni nel caso di prodotti di consumo e uso quotidiano, come creme, abiti, scarpe, accessori o corsi di qualsiasi tipo, lo stesso non si può dire per gli interventi di chirurgia estetica, per i quali è indispensabile avere delle competenze ben precise, una professionalità certificata e una certa esperienza nel campo.
Uno studio effettuato dai ricercatori della Northwestern University, negli Stati Uniti, e resto noto dal’Aesthetic Surgeli Journal, ha invitato gli americani a prestare grande attenzione a questo tipo di promozioni che ormai appaiono periodicamente sui social network, soprattutto quelli dedicati alle immagini, come Facebook o Instagram (lo strumento ideale per diffondere immagini e veicolare promozioni di questo tipo) perché spesso la professione di chirurgo estetico è praticata anche da persone non abilitate e, quindi, non professionali, che - in tal modo – mettono in pericolo la vita e la salute di coloro che si sottopongono ad interventi estetici.

Nello specifico, secondo quanto emerge dallo studio americano, solo il 17,8% dei post diffusi su Facebook e Instagram vengono pubblicati da operatori riconosciuti, mentre il 26,4% sono diffusi da medici con altre specializzazioni, il 5,5% provengono addirittura da personale non medico e nel 47% dei casi si ha a che fare con operatori stranieri non meglio identificati.

“Ad alimentare fenomeni di questo tipo – spiega Marco Castelli, chirurgo estetico di fama internazionale, che opera da anni sia in Italia che in Svizzera – c’è il desiderio sempre più estremo di migliorare sempre e comunque la propria immagine. A qualunque costo. E naturalmente i social network (ma non solo) sono strumenti che aiutano e incoraggiano ulteriormente questo tipo di fenomeni. È importante, però, rivolgersi ad un professionista, che sappia valutare correttamente l’imperfezione, confrontandosi con il paziente, ma soprattutto contando sulla propria competenza ed esperienza”.

“La scarsità di medici qualificati su Instagram – hanno fatto sapere gli autori dello studio scientifico statunitense – è allarmante. I professionisti dovrebbero usare i social media per educare i pazienti sui rischi di rivolgersi a un professionista non certificato”.
Per questo, ricordiamo ancora una volta quanto sia importante rivolgersi ad un professionista, che abbia tutte le carte in regola e sia in grado di tutelare la nostre salute.


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