
Mastoplastica additiva
La mastoplastica additiva è un intervento di chirurgia estetica che consente di aumentare il volume del seno troppo piccolo o atrofico mediante inserimento di due protesi mammarie in silicone. L' intervento viene eseguito in anestesia generale e pertanto è necessario sottoporsi ad alcuni esami di controllo (ECG, esami del sangue).
Per inserire le protesi occorre praticare due piccole incisioni a livello del solco sottomammario o dell’areola delle due mammelle, e pertanto residueranno due cicatrici. Solitamente queste cicatrici non creano problemi estetici rilevanti, in quanto sono molto sottili e assolutamente invisibili se non a seno nudo. Possono essere facilmente occultate da un comune reggiseno o da un bikini. Tuttavia in rari casi residuano cicatrici evidenti, ovviamente meno gradevoli da un punto di vista estetico. E' questo il caso delle cicatrici ipertrofiche e dei cheloidi cicatriziali.
Poco si conosce sulle cause che portano a queste cicatrici patologiche. Tra i fattori di rischio conosciuti si segnalano innanzitutto la predisposizione soggettiva, e poi la pelle più ricca di pigmento quindi più scura, l' età giovane e la sede (più frequenti a livello della parte inferiore della faccia, del lobulo del padiglione auricolare, del collo, della regione deltoidea, della regione sternale e del dorso).
Per correggere le cicatrici ipertrofiche spesso si rende necessario un ritocco chirurgico, che però potrà essere eseguito ambulatoriamente in anestesia locale. Il giorno prima dell' intervento praticare un bagno di pulizia completo, evitare maquillage e applicazione di smalto sulle unghie, depilare le ascelle. Osservare rigorosamente il digiuno (sia per alimenti solidi che per alimenti liquidi) a partire dalla mezzanotte.
L' intervento dura approssimativamente 2 ore. Dopo l' intervento si potranno avvertire una sensazione di gonfiore e di moderato dolore che si attenueranno nel volgere di qualche giorno. Alla dimissione si deve indossare un particolare reggiseno che andrà indossato ininterrottamente giorno e notte per circa due mesi. Non fumare durante la convalescenza; il fumo infatti, oltre ad ostacolare il normale processo di guarigione delle ferite, può scatenare colpi di tosse che possono provocare sanguinamento, con rischio di formazione di ematomi ed eccessiva tensione ai margini delle ferite con conseguente compromissione della qualità delle cicatrici.
L' attività sessuale può essere ripresa con cautela dopo 10-15 giorni; non mettersi alla guida di automobili per almeno una settimana; durante le prime due settimane evitare movimenti troppo bruschi delle braccia; questa precauzione serve a prevenire l' insorgere di ematomi ed evitare la tensione sulle ferite. Si può praticare una pulizia completa del proprio corpo (è preferibile una doccia) solo dopo la rimozione totale dei punti di sutura; è possibile riprendere attività sportive dopo un mese; è consigliabile dormire in posizione supina per un mese; è importante evitare l' esposizione diretta al sole delle cicatrici per almeno 2-3 mesi. Per quanto riguarda il rischio di tumore del seno, la protesi è assolutamente innocua e non preclude con la sua presenza alcun accertamento (mammografia-ecografia). L' impianto di protesi mammarie non preclude in alcun modo l' allattamento futuro.
La protesi mammaria è costituita da un involucro esterno in silicone contenente gel di silicone. Il silicone è una sostanza sintetica con requisiti che ne consentono l' applicazione medica: è chimicamente inerte, non provoca allergie, non è cancerogeno, non è tossico, non è metabolizzabile, non è degradabile, non aderisce ai tessuti, non si altera con le variazioni di temperatura, è radiopaco. Il silicone, nonostante la sua purezza, è pur sempre un corpo estraneo per l'organismo. Per questo motivo, la protesi, pur coabitando nell' organismo senza provocare danni, viene circondata da una membrana cicatriziale (capsula): è una reazione di difesa che l' organismo mette in atto per avvolgere completamente questo corpo estraneo al fine di isolarlo (reazione da corpo estraneo).
Questa reazione si produce naturalmente ogni qual volta un corpo estraneo viene introdotto nell' organismo. Se questa reazione diventa eccessiva la protesi risulterà essere troppo consistente, indurita. In questi casi è necessario un nuovo intervento chirurgico per asportare la capsula contratta e, se necessario, si sostituisce la protesi. Un particolare rivestimento in silicone testurizzato di queste protesi, comunque, offre maggiori garanzie di risultato in quanto riduce significativamente la frequenza di capsule troppo spesse. In alcuni casi, soprattutto quando la mammella è marcatamente ipotrofica, si manifesta il fenomeno del “wrinkling”, ovvero alla palpazione si avverte l’increspatura della parete della protesi attraverso la cute della mammella (più evidente a livello dei quadranti inferiori).
Un altro inconveniente possibile, anche se molto raro, è l' intolleranza verso il silicone. Reazioni di questo tipo, contrattura capsulare, wrinkling e intolleranza, richiedono un intervento chirurgico di rimozione della protesi. Vanno ricordate altre complicanze comuni ad ogni intervento chirurgico: - sieroma: è un accumulo di liquido sieroso all' interno della tasca dove alloggia la protesi; esso richiede un drenaggio; - ematoma: è una raccolta di sangue all' interno della tasca; anch'esso richiede un drenaggio; - infezione: è una complicanza fortunatamente molto rara (meno dell' 1% dei casi); spesso nonostante una adeguata antibioticoterapia si impone la rimozione della protesi. E’ importante sottoporsi a una visita specialistica dal chirurgo plastico di fiducia, il quale vi mostrerà tutti i tipi di protesi disponibili e analizzerà insieme a Voi la soluzione più adatta per il vostro seno. In tema di protesi mammarie esistono purtroppo molte “leggende metropolitane”.
Pertanto: 1. non è vero che le protesi scoppiano in aereo o nelle immersioni; 2. non è vero che rendono il seno freddo; 3. non è vero che impediscono l’allattamento; 4. non è vero che possono provocare tumori o malattie autoimmunitarie; 5. non è vero che devono essere necessariamente sostituite dopo 10 anni 6. è vero che vanno sostituite se si verificano le complicanze sopra illustrate.